Alessandra Maggio

Parlarci di te, dove nasce la passione per tutto ciò che è paid?

Parto con una battuta: nasce dall’organico 😊. Eh si, il mio percorso è partito con la SEO (materia che amo ancora molto) ed è arrivato inevitabilmente al paid. Dico inevitabilmente perché se ti occupi di costruire traffico profilato e costante per un business online, hai necessità di toccare con mano tutte gli strumenti che ti offrono questa opportunità. Da questa considerazione ho iniziato a studiare e ad approfondire tutto quello che è paid advertising, scoprendo che ha dei meccanismi davvero sfidanti e divertenti.

Come hai iniziato il tuo percorso Professionale? Quali sono state le motivazioni e/o abilità che ti hanno spinto e dato la forza per raggiungere obiettivi così grandi?

Ho iniziato nel 2007 con uno stage universitario: il mondo digital nel mercato italiano era ancora decisamente acerbo. Mi occupo di newsletter in un’agenzia di comunicazione tradizionale. Dopo ho concluso il mio percorso di studi e sono ripartita sempre dal digital occupandomi, come prima esperienza vera e propria, dei contenuti del sito web dell’azienda per cui lavoravo. Da questa attività è nata la passione per la SEO e poi per tutto il mondo del web marketing. Più che motivazione ciò che mi ha sempre spinto e continua a farlo è un’immensa curiosità: voglio capire come funziona un meccanismo, l’approfondisco, lo studio, lo testo. E dopo lo porto nelle mie strategie, per i clienti che seguo e lo metto a sistema. Ecco, non penso di avere particolari abilità, sono solo un’inguaribile curiosa 😊

Parliamo sempre di retargenting e remarkerketing come sinonimi, è veramente così?

Oggi si, sono usati come sinonimi. Non nascono come sinonimi, però. Inizialmente il Retargeting era il nome di tutte gli strumenti che offrivano questa possibilità a parte Google. Google, poi, per distinguersi ha chiamato questo strumento Remarketing. C’è anche un’altra differenza: il Retargeting era associato a un’attività di cookie, mentre il Remarketing era un follow up a dati dell’utente acquisiti. Ormai questa distinzione è decaduta e ne parliamo come di due termini equipollenti.

Che differenza c’è tra remarketing su Google Ads e remarketing su Facebook Ads?

Oltre a una differenza di reti che presidiano, c’è una differenza principalmente strategica. Sono due meccanismi di follow up, ci consentono di lavorare con le fasi più basse di un ipotetico funnel. Ma la loro efficacia dipende dal target, dalla buyer personas che vogliamo intercettare. Fare Remarketing su Google Ads, per esempio, vuol dire fare quest’attività anche su YouTube e non è detto che l’audience potenziale di un business viva e prosperi su questo canale. Quindi, di base, sono due meccanismi molto simili. Il loro utilizzo, però, è vincolato alla strategia, è necessario studiare il percorso di conversione del/dei target interessanti.

Che differenza a questo punto tra Google Ads e Facebook Ads?

Un tempo ti avrei parlato di domanda latente e domanda consapevole. Oggi sento che questa differenza sta sfumando. Google Ads non è più solo Search (domanda consapevole, appunto). E’ anche Display, YouTube, ecc. Potenzialmente un intero funnel può esaurirsi solo questa piattaforma. Idem per Facebook Ads. Ti direi che sono due strumenti di paid advertising, che differiscono per caratteristiche di delivery della pubblicità, che hanno costi differenti, quantità di impression differenti, placement differenti. Ma entrambi, sia da soli che in sinergia, possono aiutarci a costruire traffico qualitativo e quantitativo per il successo di un business online.

Chi è un “Google Ads Specialist” ?

E’ un fine conoscitore del mondo Google e delle sue possibilità. Abbina competenze tecniche a competenze strategiche alte. Ormai il gioco delle parole chiave è finito, serve saper individuare il corretto set di campagne da utilizzare per un cliente. Set che può essere molto differente da un altro business. E’ un analista di dati: se non misuri (ciò che serve) non puoi ottimizzare.

Qual è la sfida più grande che affronti ogni giorno? Lavorativamente parlando.

Il mutamento continuo. Novità su novità che ogni anno letteralmente ci travolgono. Questo è il bello e la parte difficile del nostro lavoro.

Come utilizzi le tue skills per il fashion e come vedi il futuro del fashion?

Il fashion presenta una prima nota “dolente”: sul web è competitivo, decisamente competitivo. Richiede una conoscenza raffinata e completa dei target di riferimento. Richiede una strategia multicanale dove l’impatto creativo è cruciale. Richiede la possibilità di fare un tracking preciso, dove ogni step è monitorato per poter fare test continui. Richiede una presenza massiccia su tutte le principali piattaforme. Per massiccia intendo anche a livello di budget. Di tutti i settori sicuramente è uno tra i più sfidanti, dove entrano in gioco diverse anime.

Di cosa ci parli nei nostri master?

Di come far crescere un business online grazie alle infinite possibilità di Google Ads. E’ una macchina sempre più complessa: non sempre è necessario conoscerla completamente. Ma sapere le opportunità che ci potrebbe fornire credo sia cruciale.