Ci incuriosisce molto il tuo job title “Agrifood & Organic Specialist” ci vuoi spiegare meglio?

 

Anzitutto vorrei ringraziarvi per l’opportunità, è sempre un grande piacere parlare del mio meraviglioso lavoro.

Prima di arrivare a determinare questo Job Title è passato un po’ di tempo, non è mai facile cercare di spiegare il proprio lavoro, quando è così complesso, in poche parole.

 

“Agrifood & Organic Specialist” è il risultato di oltre 23 anni di lavoro all’interno del settore dell’agroalimentare di cui 22 in verticale nel settore del biologico. Quindi ho pensato di unire le due voci “Agrifood” ad “Organic” aggiungendo “Specialist” in quanto all’esperienza lavorativa si è sempre collocata la formazione e lo studio continui e costanti dell’ampissimo scenario dell’agroalimentare.

Spesso per “Agroalimentare” si pensa solo al settore del food inteso come cibo, in realtà non è corretto. Conoscere bene l’intero scenario del settore dà ampio spazio a moltissimi altri temi importanti da trattare e persone da coinvolgere che nella maggior parte dei casi non vengono considerate. Questo è un grosso errore a mio parere che deve essere colmato al fine di trasmettere in maniera efficace l’intera filiera agro-alimentare, ma può essere colmato solo ed esclusivamente nel momento in cui le persone sono formate ed informate. È chiaro che nel momento in cui non si conosce perfettamente l’intera filiera agro-alimentare, è poi difficile rendere consapevoli in maniera corretta il consumatore ed il rischio di non dare il corretto valore al prodotto ed alle persone che lavorano per renderlo un’eccellenza italiana, è altissimo.

 

Cosa vuol dire fare social media marketing? Quale è oggi l’importanza di questa figura all’interno di un‘azienda? Qual è esattamente il tuo approccio?

 

Come avevo detto all’interno di una lezione del vostro Master Food and Wine, il social media marketing è quella branca del marketing che serve a generare visibilità per un brand, ma anche per persone fisiche, sui social network.

I social sono strumenti di comunicazione digitale attraverso i quali si trasferiscono contenuti di valore ai naviganti la rete. Ecco queste poche righe sono per me molto importanti per fare comprendere quanto sia fondamentale lo studio del contenuto che successivamente viene pubblicato sulla rete. Il Social Media Manager non deve essere inteso soltanto per colui che “posta”, ma, al di là del fatto che sono sempre più convita che si debba usare il termine “Digital Strategist” – ruolo che ho scritto nel mio job title – deve essere la persona che anzitutto conosce il settore o lo studia in maniera approfondita e lo analizza, successivamente entra in linea con l’Azienda che segue per poi collocarla all’interno del settore e capire quali sono tutti i valori che essa emana e che sono da comunicare. Inutile dire che il social media manager di un’azienda deve entrare talmente in sintonia da essere poi in grado di utilizzare gli stessi toni di voce nel momento in cui la va a comunicare. Se mi addentro nel mio settore posso dire che avere una figura interna o esterna all’azienda per svolgere il ruolo di Social Media Marketing Manager è relativamente importante. Io sono un consulente esterno in quanto ho piacere di dedicarmi a più aziende e non esclusivamente ad una per svariati motivi. Il primo è che più realtà conosci e più hai la possibilità di ampliare le vedute ed aumentare i confronti tra persone, che non sono da sottovalutare e la seconda perché è fattibilissimo comunicare le aziende anche senza essere all’interno. Anzi, spesso i consulenti esterni sono in grado di apportare vision che se lavori solo all’interno della stessa azienda non avresti. Inoltre, grazie alla tecnologia ed alla digitalizzazione si possono seguire varie aziende anche da remoto e da lontano, l’importante, a mio parere, è fin dall’inizio conoscere tutte le risorse che possono essere coinvolte per dare un contributo prezioso per la realizzazione di contenuti di valore a rafforzamento del brand. Il mio approccio è molto trasparente e veritiero. Conoscendo quali sono gli attori che

 

 

esistono dietro un prodotto sono solita a fare call per smontare gli elementi e ricomporli per dare valore ad ognuno di loro. Sono una persona molto curiosa, ho abitudine di fare moltissime domande e da ogni risposta è molto facile che riesca a comprendere altri temi/topics che le aziende spesso non pensano siano importanti da comunicare perché danno per scontato che le persone siano a conoscenza, ma non è così nella maggior parte delle volte. Le persone sono consapevoli se le informi, in alternativa come fanno a saperlo?

 

Qual è la strategia di marketing migliore da adottare per una piccola media impresa come un’azienda agricola?

 

Molte persone mi fanno questa domanda pensando che io applichi chissà quale strategia vincente all’interno delle aziende che seguo, in realtà come dicevo, io sono molto veritiera e trasparente nel comunicarla.

Nel nostro meraviglioso mondo c’è talmente tanto da comunicare che ognuna di essa ha potenziali enormi per fare la differenza ed essere uniche e di conseguenza riconosciute dal consumatore. Attenzione, a seconda dell’ora del giorno in cui viviamo, anche noi ad un certo punto siamo consumatori che vogliamo essere sempre più informati quindi cerco sempre di trasmettere e comunicare quello che personalmente da consumatore vorrei sapere, ed allora agisco.

La cosa che cerco sempre di fare è quella di fare vivere un’esperienza alle persone che ci leggono quindi la prima cosa che chiedo è quella di conoscere i principali attori che ci possono essere utili per sviluppare temi e la seconda cosa è quella di utilizzare immagini del prodotto core aziendale scattate all’interno dello scenario al fine di fare vivere il luogo di lavoro, il momento del lavoro, della difficoltà, delle criticità, della tecnologia, dell’investimento, della formazione, del packaging etc. etc.

Il prodotto core va fatto vedere con immagini vere e non pdf che spesso falsificano la bellezza del prodotto.

Nel nostro settore, a mio parere e lo faccio sempre, è fondamentale coinvolgere gli agronomi, che spesso non vengono presi in considerazioni dalle agenzie di comunicazione. Un grande peccato e perdita di opportunità per trasmettere contributi preziosi che solo loro possono dare. Non sono un agronomo, ma da comunicatrice so che il loro ruolo è importantissimo per la buona riuscita della produzione di un prodotto, chi meglio di loro possono aiutarci nella ricerca del miglior tema da trattare e da sviluppare?

 

Quindi sono anche molto coinvolgente, dinamica e solare…non dico bella come la natura…ma posso aggiungere simpatica…in questo modo sono certa che tutti coloro che lavorano con me si sentono parte dello stesso gruppo e dello stesso progetto.

 

Di cosa ci parli nei nostri master

 

Ho il grande piacere di essere vostra docente del primo Master da voi dedicato al settore del Food e del Wine e ne sono onorata. Abbiamo realizzato un percorso importante partendo anzitutto dal motivo per il quale è necessario essere presenti sui social network sia a livello personale che a livello aziendale ed il modo in cui essere presenti. Non tutti sono in grado di comunicare il proprio brand e la propria persona in maniera professionale attraverso i canali digitali e non solo, quindi partire dal perché e come, è stata la nostra base di partenza insieme a quanto ci ha insegnato – a proposito della potenza della rete – la filosofia di McLuhan. È stato elemento di studio anche l’importanza dello studio e della ricerca delle tendenze del settore partendo dalle abitudini ed usanze dei consumatori giovani e meno giovani che in questo momento, grazie anche alle molte trasmissioni dedicate al food, vengono stimolati a visitare sempre più ristoranti e non solo per comprendere le nuove ricette che sono un tripudio di fusioni di cultura. Il cibo è cultura ed è inclusione…ma è molto altro. Seguire le tendenze come la foodmania è importante. Di fondamentale importanza a mio parere è che un docente possa trasmettere, soprattutto quando si parla a livelli altissimi come i vostri, delle esperienze professionali vissute in maniera da poter parlare non solo attraverso i libri, ma anche attraverso case history.

 

Essendo Social Media Marketing Manager e Ambassador del Caat – Centro Agro Alimentare di Torino, terzo Mercato di Italia, è stato molto interessante parlare di come questo Centro si è comunicato ai naviganti al fine da poter essere comunicato, valorizzato, tutelato, percepito, etc etc…Ma non ci siamo fermati qui…le case history sono state varie e di diversa tipologia al fine di poter toccare molti punti che il settore offre come opportunità da cogliere.

 

Unica voce che si occupa di agroalimentare e di comunicazione digitale all’interno prima classifica annuale Top Voices in Italia. Quanto è importante l’utilizzo della piattaforma professionale Linkedin?

Questo enorme riconoscimento è arrivato in un momento della mia vita molto particolare, ero molto demotivata perché ero appena stata licenziata ed è stato un grande aiuto e stimolo a credere in me e dare il meglio di me, ma essere Linkedin Top Voice, al di là del fatto che sono molto felice ed è un riconoscimento molto importante, è una responsabilità che in parte mi sento sulle spalle. Cosa significa esattamente? Che per essere diventata Linkedin Top Voice non ho partecipato a nessun concorso, ho “solo ed esclusivamente” trattato me stessa come un brand ed è esattamente quello che faccio con le aziende ed è quello che ho cercato di trasmettere al vostro Master. Essere studiosi, costanti, perseveranti, umili, non polemici, aperti all’ascolto per crescere, al confronto per imparare, cogliere opportunità dalle criticità e diventare unici e distinguibili, credo sia la formula vincente. Non è facile, perché è un lavoro ed è impegnativo, ma nulla è facile e nessuno ti regala nulla. Questo a mio parere è importante da fare sia a livello personale che aziendale. Ad un certo punto le persone si “accorgono” che esisti perché sei La mucca viola di Seth Godin.